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Mercoledì 16 maggio 2007

Votata "service unico” del Distretto 108L nel quarantottesimo congresso di Pomezia
Casa Lions per diciottomila pazienti
Da nove anni ospita i malati in trasferta all’Oncologico
 

Cinquantamila presenze e diciottomila persone ospitate. Sono i numeri del successo della casa di accoglienza dell'Oncologico.

In nove anni ha registrato oltre 50 mila presenze dando ospitalità a 18 mila persone. Un record che ha fatto votare la "Casa Lions” di Cagliari per l’acco-glienza dei malati oncologici, a Service del Distretto Lions 108L nel "48° congresso distrettuale di Pomezia" in provincia di Roma. Sarà Service unico del Distretto per 1'anno lionistico 2007-2008 e di-strettuale permanente per i prossimi anni.
   Sorge su un'area dell'Asl 8, a lato dell'ospedale Oncologico. Molti degli ospiti sono bambini accompagnati dai loro genitori, perché da alcuni anni è aperta anche a pazienti trapiantati o in attesa di trapianto d'organo che trovano così una casa. Gli ospiti provengono da tutta la Sardegna, ma anche da altre regioni, e Paesi come Irlanda, Gran Bretagna, Austria. Si recano all'Ospedale Oncologico per praticare cicli di chemio o radio terapia ambulatoriale, necessari dopo il periodo di ricovero. Proprio nel momento in cui sono più provati per terapie debilitanti devono sostenere disagi per il viaggio e spese di soggiorno spesso superiori alle loro possibilità economiche. «L’idea di costruire la casa di accoglienza

per malati oncologici in terapia ambulatoriale e per i familiari accompagnatori», rileva Paolo Massimino, presidente Lions Castello, «è nata con l'obiettivo di offrire un confortevole allog-gio per il periodo necessario, ma con tutto il calore della solidarietà umana. L’idea è nata nel '90 tra i soci del Lions Club Cagliari Castello e si è subito estesa ai club della città, della Sardegna e di tutto il Distretto 108L».
   La prima, pietra è stata posta il 30 aprile 1994, l'inaugurazione risale al 1998 col Governatore Giuseppe Palmas. «La spesa ha superato i due miliardi e mezzo di lire», rileva Luigi Denotti, ingegnere. «Nel 1996 la fonda-zione internazionale Lcif ha deliberato un contributo di 75.000 dollari, Alla raccolta hanno partecipato oltre ai Lions del Lazio, Umbria e Sardegna, istituti di credito, istitu-zioni pubbliche e privati cittadini». La Casa Lions è costituita da 26 unità residenziali con ingresso, ampia stanza a due letti e bagno autonomo. Quattro stanze sono predisposte per disabili, li funzio-namento è garantito da otto dipendenti, coordinati da un diret-tore che svolge la propria attività a titolo gratuito come tutte le attività svolte dall'associazione Solidarietà e Servizio Onlus che gestisce la Casa. Previsto un minimo contributo di ospiti e accompagnatori, sui contributi dei Lions e dei loro soci, di istituzioni pubbliche e versamenti in memoria.

BEATRICE SADDI

 

 

 

 

 

 

 
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